martedì 27 marzo 2012

Separazione e divorzio

In Italia il codice civile prevede, fin dalla sua entrata in vigore, l'istituto della separazione. Quando nel 1970 fu introdotto il divorzio, per motivi che sono intuibili da tutti, il divorzio non sostituì la separazione, ma la pose come passaggio obbligato per lo scioglimento del matrimonio. A parte casi particolari infatti (quale la condanna di uno dei due coniugi all'ergastolo) il prerequisito per ottenere il divorzio è di aver ottenuto la separazione da almeno tre anni. (e per quanto ne so questo doppio regime esiste solo in Italia, ma si sa, noi siamo speciali)

Da molto tempo si parla della possibilità di approvare una legge che accorci i tempi tra separazione e divorzio, specie nel caso in cui non vi siano minori coinvolti, e pare che un disegno di legge in tal senso dovrebbe approdare alle Camere dopo Pasqua.

Casulamente, proprio in questi giorni, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha espresso la sua opinione  “Il divorzio breve infragilisce il matrimonio. In una cultura del tutto-provvisorio, l’introduzione di istituti che per natura loro consacrino la precarietà affettiva, e a loro volta contribuiscano a diffonderla, non sono un ausilio nè alla stabilità dell’amore, nè alla società stessa”

Vogliamo scommettere che altrettanto casualmente questo disegno di legge si impantanerà da qualche parte e non vedrà più la luce?

6 commenti:

  1. Peccato.E peccato che la Chiesa,nel frattempo, non dica che Lei, tramite i tribunali della Sacra Rota,annulla per la modica cifra di circa diecimila euro,i matrimoni anche contrariamente ai dettami che si era data all'inizio,per proclamare la nullità dell'atto. Io son per l'accorciamento della prassi del divorzio.Anche perchè,non c'è famiglia solo per vincoli contrattuali.

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  2. Guarda, soprattutto quando non ci sno di mezzo figli, secondo me la separazione non dovrebbe esistere.

    Ma siamo in italia

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  3. Oh beh,old,io son addirittura per un contratto a termine,rinnovabile se lo si vuole.

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  4. @Ele: tu sei esagerata :-). Non ti facevo così estremista!

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  5. la Ele effettivamente non ha mica tutti i torti.

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  6. @Miranda: i contratti a termine sono per definizione precari. Fermo restando che so benissimo che le cose cambiano e che, come diceva Verdone, l'amore è eterno finchè dura, io sono per i contratti a tempo indeterminato ma scindibili, eventualmente con penale :-)!

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