venerdì 23 marzo 2012

Fakhra Younas

Le ferite peggiori sono quelle che non si vedono, quelle sono le ferite più difficili , a volte impossibili, da guarire. Fakhra non c'è più,  si è uccisa buttandosi dal 6° piano dello stabile dove abitava. La sua storia, che si può leggere nel libro autobiografico "Il volto cancellato", è la storia di una danzatrice pakistana sfregiata dal marito, che le aveva rovesciato sul viso dell'acido, solo perchè dopo anni di soprusi si era decisa a chiedere il divorzio.

Essere diventata un simbolo per molte donne islamiche, aver iniziato una nuova vita (non priva di difficoltà) in Italia, non è bastato a farle superare il dramma del suo passato. E questa è l'ennesima sconfitta per tutti noi. E non sarà l'ultima.


 

6 commenti:

  1. questa "pratica" di buttare l'acido mi ha sempre scioccato! è una barbarie, tra l'altro stupida, perchè ritengono che la donna sia solo la bellezza! ignoranza radicata

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  2. come diceva (pare) Einstein, due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ci sono ancora dei dubbi.

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  3. Sto' leggendo la notizia.., gira su FB.
    Non so.., mi inquietano certi argomenti, non so dare risposta.., ...credo che lei NON sia MAI sopravvissuta.........
    in questi casi..,mi verrebbe da applicare la regola antica : occhio per occhio..." ma asarebbe comunque troppo poco!
    :-(

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  4. Tra l'altro credo, ma non ne sono certo, che vivesse in un residence in una zona molto periferica di Roma, dove vengono alloggiate persone con situazioni di forte disagio personale. Credo di averla anche intravista alcune volte in un supermercato della zona.

    Una brutta storia!

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  5. una roba assurda e tristissima,davvero una sconfitta!!!

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  6. tra l'altro, leggendo qui e là, ho avuto la conferma che il luogo dove abitava era proprio quello, certo non il luogo ideale per far ritrovare ad una donna con quel passato la voglia di vivere.

    Ho l'impressione che in questo caso, come in altri, non si sia fatto tutto quello che si doveva fare, ma "solo" quello che si poteva fare con i mezzi a disposizione

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