martedì 24 gennaio 2012

Pensieri Personali

Mi rendo conto da un po' di tempo di star scivolando nell'apatia. Si, faccio tante cose, ma le faccio abbastanza meccanicamente, senza vera gioia. E avendo già vissuta questa sensazione ne conosco anche la causa: solitudine.

Ma come, direbbe chi mi conosce, cosa vuol dire solitudine? Hai tanti interessi, leggi, vai a teatro, cinema, concerti, visiti musei, nel limite del possibile riesci anche a viaggiare ed a fare un minimo di sport, e mai da solo, cosa ti manca? Mi manca la condivisione, mi manca il riuscire a scoprire nuove emozioni e condividerle a fondo. Mi manca la conoscenza non solo superficiale delle persone, che però è abbastanza  incompatibile con la situazione attuale, mi manca quello scambio di opinioni di cui questo blog è solo un pallido surrogato.

Mi trovo ad aspettare con ansia le mail dell'unica persona con cui intrattengo attualmente uno scambio di idee, ben sapendo che per molti aspetti anche questa amicizia virtuale è una forzatura non da poco, ma mi serve come l'aria per sopravvivere.

11 commenti:

  1. ti capisco così tanto che non te lo immagini nemmeno.

    RispondiElimina
  2. sai, non credo di essere in una situazione molto particolare, ed è questo che mi spaventa di più

    RispondiElimina
  3. l'insostenibile banalità del quotidiano, tanto per parafrasare. fra l'altro ho letto di recente un romanzo giapponese in cui ho ritrovato questo sentimento, solo che lì la protagonista aveva la fortuna di poter riscrivere da capo la propria vita.

    RispondiElimina
  4. la solitudine è una condizione interiore,non dipende da quello che facciamo,e da quello che succede fuori da noi.
    Però,se posso permettermi,non t'arrendere,tu continua a cercare:solo attraverso la ricerca troverai un po' di miele per lenire questa sensazione.Non andrà mai via del tutto,te lo dico per lunga esperienza,ma si lenirà a volte sembrarà andare fin via...

    RispondiElimina
  5. @Guchi: ma in realtà il problema non è la banalità del quotidiano, è il sentire come banale il vivere quotidiano anche quando proprio banale (secondo degli standard normali) non lo è. Per farti un esempio degli ultimi giorni:
    Domenica scorsa mostra di pittori orientalisti dell'800, ieri sera corso ARA, questa sera concerto di musica classica e domani sera cena etnica. Però tutto questo non basta, e c'è da chiedersi perchè

    RispondiElimina
  6. @MDSB: grazie :-), non ho intenzione di arrendermi, e di aspettare immobile di avere un pò di fortuna, ma mi agito (in fondo anche tramite questo blog) proprio per dare una mano alla fortuna, o al destino!

    RispondiElimina
  7. anch'io sono in una situazione simile, ho interessi e faccio diverse cose, il punto allora non è che le si senta come banali benchè banali non siano, il punto è un altro, e lo hai toccato nel post: la mancanza di una persona con cui condividere queste cose. io ho la sfortuna di avere accanto una persona che ha interessi del tutto diversi dai miei e quindi non fa il minimo sforzo di seguirmi (malgrado io invece abbia seguito lui per anni, a prescindere dal fatto che mi interessasse davvero ciò che interessava a lui, per il solo fatto di volergli stare accanto a, appunto, condividere... ma questo è un altro discorso e sono sicura che i miei turbamenti matrimoniali non interessino a nessuno); dopo aver rinunciato per molto tempo alle cose che mi interessavano perchè non le volevo fare da sola, da tempo ormai ho mutato atteggiamento e le faccio anche se sono da sola. non so, fra le due cose, quale sia la più patetica. so che continuerò a seguire i miei interessi e le mie passioni, sola o no, e che continuerò a desiderare di avere accanto qualcuno con cui condividerle, amico/a o amante non importa; sarebbe sufficiente un altro paio di occhi che, quando mi guardano, mi "vedono" per cancellare la banalità e la noia.

    (l'estremamente ironica parola di verifica richiesta da blogger per questo commento è "salvi")

    RispondiElimina
  8. Old man.....dici nella tua risposta " pero' tutto questo non basta e c'e' da chiedersi perche'" forse dipende dall'atteggiamento? tante cose., tanti impegni.., svolti , cercati per riempire momenti di vuoto.., ?? ...cioe' ..piu' riempio.., piu' sto meglio?..........forse molte volte cercare troppe risposte non serve,..analizzare..., sprofondare nel cuore delle cose.....per cercare il senso.......magari solo godere degli attimi.., delle cose....delle persone???????????
    La riflessione e' mia.., senza aiuto della Caipiroska doppio tutto.., ^_^ se non c'azzecca nulla con il tuo post.., fa' il bravo.., ....non lo di'...ahaahahahahahahahah ciaoooo ^_^

    RispondiElimina
  9. purtroppo ci azzecca, nel senso che è chiaro che si tenta di compensare la mancanza qualità con la quantità. Il che può anche funzionare, parzialmente, ma rimane un surrogato che prima o poi mostra i suoi limiti.

    Un pò come avere bisogno di mangiare qualcosa di salato ed avere a disposizione solo dei dolci. Alla fine per fame mangi, e riesci a placare la fame, ma non il desiderio di qualcosa di salato. Quello, prima o poi, viene di nuovo fuori.

    RispondiElimina
  10. Si.., vabbe'..,ma..nella quantita'.., qualcosa che fai con piacere., con entusiasmo perche' ti appassiona.., ci sara' pure.., o no??!! .ecco.., goditi quello...^_^ nonn ci credo che riempi spazi con cio' che ti capita a tiro..., ...non mi dai questa sensazione.....
    weeee..con me..non potevi fare un esempio piu' adatto di quello....ma io adoro sia il dolce che il salato......quindi ^_^

    RispondiElimina
  11. @Annastella, ma certo che ci sono cose che mi piacciono, e cerco di viverle al meglio. Però ... :-)

    RispondiElimina