mercoledì 30 novembre 2011

Cucina

Fino a poco tempo fa per me la cucina era qualcosa di estraneo e sconosciuto. Ricordo ancora quando (era un'altra vita) una paziente vicina, di fronte al mio sguardo sperduto di papà che sapeva al massimo preparare un piatto di pasta in bianco ai suoi figli (e dopo una settimana di pasta in bianco loro cominciavano ad averne abbastanza), mi spiegò che per fare un sugo al pomodoro bastava prendere un pò di olio, metterlo in una pentola con il contenuto di una bottiglia di passata di pomodoro Valfrutta, aggiungere un pò di sale e, volendo, uno spicchio d'aglio, e far cuocere per 20 minuti.

Poi ad un certo punto la svolta, ho preso il coraggio a due mani e, facendo di necessità virtù, mi sono iscritto ad un corso di cucina per principianti. Ha funzionato. Ora non è che io sia diventato un bravo cuoco, ma almeno i fornelli non mi spaventano più, anche se sono di una lentezza (io veramente la chiamo flemmaticità) spaventosa, per cui invitare qualcuno a cena mi impegna a lungo. Anche perchè, fiero delle mie acquisite capacità, non accetto di cucinare cose banali ma devo cercare ogni volta di stupire. Ma non chiedetemi quali sono i risultati ...! (Però, giuro, non ho mai avvelenato nessuno)

Bacco, tabacco e venere ...

... riducono l'uomo in cenere, dice un vecchio proverbio. Ma in fondo essere ridotti in cenere è comunque il nostro destino, quindi tanto vale, nell'attesa, cogliere qualche piccolo piacere, se possibile. Ora io non ho mai fumato, quindi tabacco niente, venere ... bè, ormai non è più cosa, rimane Bacco. E così, per una volta, ho messo da parte la mia (già persa) lotta con l'adipe dirompente, e mi sono goduto la serata con:

  • un Franciacorta Satèn Soul '05 ed un Alto Adige Terlano Drei Koning Hof 2010 che hanno accompagnato degnamente un primo antipasto con sgombro al vapore, oliva ascolana di pesce, gamberetti marinati e seppia ripiena
  • un Silenzi Bianco 2010 ed un Custoza Superiore Ca' del Magro 2009 utili a gustare al meglio un secondo antipasto composto da un crostino con burro ed alici di cetara, tun ortino di scarola, pinoli, uvetta e bottarga ed una insalatina con tonno sott'olio fatto in casa
  • Un Ansonaco 2010 (vino mai sentito prima ma sublime) accoppiato a del grano con cime di rape e sbriciolata di pane con alici di gallipoli  
  • Un montepulciano d'Abruzzo Indio 2007 bello tanninico adatto a contrastare il grasso di un cotechino artigianale  con verza stufata e polenta bresciana  
  • Un liquoroso Pinodisè che ben si univa ad una piccola bavarese al caffè ed ad una torta di ricotta con marmellata  di more 
E alla linea, al colesterolo ed alle altre analisi ci si pensa più in là!

martedì 29 novembre 2011

L'amante segreto

Un post letto in giro, sulla opportunità di accettare di diventare un amante segreto (mmagino a causa della "velatezza" del potenziale amante), mi ha fatto fare un salto indietro nel tempo. Io non sono mai stato un amante segreto, ma non sono "senza peccato", perchè ho accettato che altri lo fossero. No, non per colpa della omosessualità, ma perchè avevo una relazione stabile (cioè instabile ma fissa, anche troppo), e quindi quando mi è capitato di incontrare una persona con cui si è instaurato un determinato feeling, da perfetto amorale quale io sono non mi sono posto problemi di sorta,  mettendo in chiaro quali fossero i miei limiti insuperabili.

Non voglio entrare nel merito di ciò che è o non è giusto, è chiaro che tutto ciò che non è diretto, semplice, chiaro, palese ha qualcosa che non va. Sarebbe da evitare. Poi io per primo ho (e avevo) le mie brave giustificazioni. Persino questo blog, essendo il mio blog segreto, che solo io conosco (di quanti conoscono il "me" ufficiale) rappresenta qualcosa che sarebbe da evitare, ma ha le sue giustificazioni.

Ma tornando all'amante segreto, io credo che sia importante essere consapevoli delle motivazioni per cui ci viene chiesta una cosa del genere, e nell'accettarle. Altrimenti il rapporto prima o poi, nei momenti di difficoltà, ne risentirtà.

Conosco una coppia che dura ormai da una decina di anni, nella consapevolezza che sarà sempre una non coppia, che la loro vita insieme sarà sempre una vita a due e non più di due, ma che in questa situazione ha trovato un equilibrio più che stabile ed, evidentemente, reciprocamente soddisfacente. Ne conosco altre in cui invece la stessa situazione è diventata causa una crisi irreversibile. La realtà è che l'essere umano ha un alto livello di adattamento quando serve, purtroppo non a 360°, e cisono cose che ognuno di noi non potrebbe mai accettare, non a lungo almeno, qualunque siano le motivazioni.

Lucio Magri

Non so come si faccia e cercare in maniera così precisa, fredda, razionale, la propria morte, organizzandola nei minimi dettagli e senza clamore, non so molto (anzi non so niente) delle ragioni che lo hanno  portato a questa scelta. C'è chi ha scritto che non reggeva il peso del fallimento delle sue idee, altri hanno parlato di depressione profonda dopo la morte della moglie.

Rispetto ogni scelta personale, rispetto anche la sua, anche se mi chiedo se fosse veramente inevitabile.

E mi spiace per sua figlia e la sua nipotina, che non lo vedranno più.

lunedì 28 novembre 2011

Che cena, stasera

Questa sera una cena super ... di quelle che (spero) si ricordano a lungo. Speriamo solo che siano efficienti altrimenti, dato l'alto numero di commensali, c'è il rischio di far notte!

Si, lo so, questo non mi aiuterà nella mia battaglia (d'altromde già persa) contro l'adipe, e lo so che bacco, tabacco e venere riducono l'uomo in cenere, però ... però a me è rimasto solo bacco, come divertimento, e che faccio, rimuncio anche a quello? Non esageriamo!

Il sogno di Ipazia

E casualmente (o forse no), proprio dopo aver citato Ipazia in un post precedente, sono stato a vedere questo monologo.

Lo spettacolo racconta l'ultimo giorno di Ipazia, dal suo risveglio al mattino, seguito dall'uscita di casa per recarsi alla sua scuola, sino all'aggressione e alla morte.

Che dire ... non mi è piaciuto! In un monologo, più che in altre forme di spettacolo, la "pèrformance" dell'attore (dell'attrice nello specifico) è essenziale, al di là di un buon testo di base; è chi declama che deve saper tenere alta l'attenzione dello spettatore. In questo caso l'attrice, Francesca Bianco, non è stata all'altezza, la sua recitazione non ha trasmesso emozione, la sua voce non era quella di Ipazia. Quello che veniva fuori non era il personaggio capace di tener testa ai maggiori filosofi e scienziati del tempo, che aveva lottato per conservare preziosi libri di scienza, una donna che aveva dato tutta se stessa alla "ragione", una donna forte e decisa. Sia chiaro, non sto qui mettendo in dubbio le capacità artistiche dell'attrice, non ne ho i mezzi, ma sto solo espriemndo la convinzione che era "inadatta" a quello specifico ruolo. In definitiva spettacolo da dimenticare, del quale salvo solo l'introduzione dello stesso (che ho trovato nel volantino che lo pubblicizzava) che riporto integralmente (e che trovate anche  nel sito ufficiale dello spettacolo http:\\www.ipazia.biz ):

"Immaginate un tempo quando il più importante matematico e astronomo vive nte era una donna.
Immaginate che abbia vissuto in una città così turbolenta e problematica come sono oggi Beirut o Baghdad.
Immaginate che questa donna abbia raggiunto la fama non solo nel suo campo, ma anche come filosofo e pensatore religioso, capace di attrarre un largo numero di seguaci.
Immaginatela come una vergine martire ma non per la sua Cristianità, ma da parte dei Cristiani perché non era una di loro.
E immaginate che il colpevole della sua morte sia stato accolto tra i santi più onorati e significativi della Cristianità.
Non avremmo dovuto sentirne parlare?
La sua vita non avrebbe dovuto essere nota a tutti?
Avrebbe dovuto essere così, ma così non è stato.” 

Ricordi

Ordinare vecchie carte, catalogare schizzi, disegni ed altre cose. Ed ognuna di queste rimanda a ricordi lontani, ad eventi, episodi, immagini che erano seppellite in qualche oscuro cassetto della memoria, ma che all'improvviso riacquistano energia e tornano a splendere vivide.

In fondo, quando andiamo via per sempre, è questo che resta noi, la nostra immagine nella mente degli altri, nel cuore di chi ci è stato vicino, le conseguenze delle nostre azioni. Un ricordo, a volte - se si è fortunati - un messaggio, che se ben formulato verrà poi trasmesso ad altri. Che sia tanto o poco, nessuno lo sa, ma credo che sia ciò che da' un senso alla nostra vita al di là del nostro stesso essere.

E così, dopo un pomeriggio immerso nei ricordi, sono più sereno, anche se il vuoto fisico continua ad esserci, ed è giusto così, perchè le persone care, anche se anziane, ci lasciano sempre troppo presto.

venerdì 25 novembre 2011

Questa sera

Questa sera verso le 23, dopo aver dato da mangiare ad un simpatico pet (no, non è mio, ma mi sono dovuto assumere temporaneamente questa incombenza), e dopo essere andato in piscina, dovrò sciogliere un terribile dilemma: andare con un pò di gente a mangiare una pizza, oppure no.

Se vado a mangiare la pizza, farò tardi, invece domani, anche se sabato, dovrò svegliarmi molto presto ed essere moderatamente riposato. Quindi sto pensando di rinunciare. A quel punto, alle 11 di sera e con lo stomaco vuoto, dovrò pur inventarmi qualcosa per non svegliarmi alle 3 di notte con un buco nello stomaco. Sarà la volta buona che provo un locale che serve della buona birra dalle parti di Trastevere, e che ha (mi dicono) anche del cibo decente. Lo so, farò la figura dello sfigato che il venerdì sera si ritrova da solo al bancone del locale. Ma forse in fondo è solo la verità!

Contro la violenza verso le donne

Oggi è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Mi meraviglia che da certi ambienti nessuno abbia protestato, dicendo che basterebbe una Giornata Internazionale per la eliminazione della violenza,e che limitarla alle donne è discriminatorio rispetto agli uomini. Ma meglio così!

In questo giorno io voglio ricordare la figura di Ipazia, figlia del filosofo Teone e lei stessa filosofa, scienziata e astronoma, una delle rarissime figure femminioli di rilevo dei primi secoli dell'era cristiana, in grado di competere per capacità, eloquenza e raziocinio con i migliori dei suoi contemporanei. Uccisa in maniera violenta e scellerata, secondo quanto riporta Socrate Scolastico nella sua Historia Ecclesiastica, da un gruppo di fanatici cristiani guidati da un lettore di nome Pietro ed ispirati dal vescovo di Alessandria d'Egitto Cirillo (poi fatto santo), nel marzo del 415 d.c.

La voglio ricordare con epigramma dedicatole dal coevo poeta e grammatico  Pallada d'Egitto:

"Quando ti vedo mi prostro, davanti a te e alle tue parole,
vedendo la casa astrale della Vergine,
infatti verso il cielo è rivolto ogni tuo atto
Ipazia sacra, bellezza delle parole,
astro incontaminato della sapiente cultura"

giovedì 24 novembre 2011

La setta degli angeli

La setta degli angeli

E' questo il Camilleri che amo, che mi appassiona, che mi fa fare tardi a sfogliare le pagine del libro, che mi fa ridere come uno scemo mentre leggo alla fermata dell'autobus. Una storia vera, che risale al 1901, con un protagonista vero, intorno al quale però costruisce tutta la sua finzione, dipingendo una realtà immaginaria eppure realistica, un intrigo in cui, nel classico gioco delle parti, nessuno è quello che sembra, in cui l'apparenza e la realtà sono ben lungi dal coincidere ed in cui, pirandellianamente, l'eroe alla fine vince, ma viene anche sconfitto, in un capovolgimento improvviso del contesto, in cui ciò che sembrava bianco diventa nero, e viceversa.

Una lettura godibilissima, che fa perfino perdonare le cadute di qualità dei suoi ultimi romanzi con protagonista Salvo Montalbano. 

Risparmio?

Leggo sul giornale che nei prossimi giorni entrerà in vigore un decreto legge che stabilisce che entro novembre dovrà essere pagato solo l'82%, e non il 99%, dell'acconto IRPEF 2011, il che renderà disponibili oltre 3 milioni di euro per dare impulso ai consumi natalizi.

Ora, premesso che la cosa non mi riguarda, perchè è (credo) relativa a chi fa il modello Unico perchè ha redditi aggiuntivi oltre a quelli da lavoro dipendente o pensione, io francamente non capisco l'efficacia di un simile provvedimento (ovvero la capisco e mi spaventa): lo Stato non sta riducendo le tasse (non è il momento), sta solo dilazionando di 6 mesi il versamento di una parte delle stesse. Il che fa certamente comodo se io sono in attesa di incassare dei soldi (quindi ho un problema di liquidità) , ma non cambia la mia situazione patrimoniale e quindi non aumenta la mia reale capacità di spesa. A meno che lo Stato non voglia comunque invitare a spendere e poi, a maggio si vedrà ... insomma un invito a fare le cicale e non le formiche. Salvo poi, nel caso a maggio la cicala non sia in grado di pagare, rivalersi con multe, sovrattasse, fermi amministrativi ecc. In effetti alla fine potrebbe essere un affare anche per lo Stato!

mercoledì 23 novembre 2011

Le cinque rose di Jennifer

Da tempo non guardo più la televisione, ed ultimamente anche il cinema mi attira sempre meno. Allora meglio uno spettacolo teatrale come questo.

La storia di un travestito che vive in un infimo quartiere di Napoli, un "femminiello" secondo la terminologia napoletana, e della sua drammatica solitudine. Storia che si sviluppa su vari binari,  in cui si giunge al grottesco senza mai scadere nel ridicolo.  Guardandola, seguendo con attenzione il crescendo di tensione si apure intercalato da momenti più leggeri (leggeri ma non comici, anche se c'era chi rideva, tra il pubblico, senza cogliere il dramma che c'era diero a quella finta comicità), mi è venuto da pensare a quanto terribile possa essere la solitudine assoluta, l'esclusione dal mondo, la condanna a non poter vivere sentimenti che dovrebbero essere "normali". Di fronte a certi messaggi, la nostra solitudine, costruita ed a volte (seppur inconsciamente) voluta, perde di spessore e di significato. Se non fosse che è la nostra, e non quella degli altri.

Ius soli vs ius sanguinis

In italia, si sa, vige lo ius sanguinis, ovvero si è italiani solo se figli di  italiani. Quindi i figli di emigranti, i cosiddetti immigrati di seconda generazione, pur se nati e ecresciuti in italia, non sono italiani e non hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri dei loro coetanei.

La Lega ovviamente reagisce violentemente alla sola idea di cambiare la legge, e di inquinare la italianità.

Io credo che se una persona nasce in Italia, e qui studia, parla italiano come (e spesso meglio di) un italiano, non c'è nessun dubbio che, se vuole, debba poter scegliere di diventare italiano. Se proprio si vuole mettere una qualche barriera,  bè si può legare la concessione della cittadinanza alla maggiore età: un ragazzo nato in Italia, cresciuto in Italia, residente in Italia, a partire  dal compimento dei 18 anni, dovrebbe avere la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana, e di ottenerla a meno di casi molto particolari (certo avrei dei dubbi se a 18 anni il ragazzo in questione avesse già alle spalle denunce e condanne per danni alle cose o alle persone, ecc.)

Uno sguardo all'indietro

Quando si è avanti con gli anni si finisce per vivere di ricordi. E' un bel problema, e non è piacevole, guardare indietro invece che guardare avanti, ma è inevitabile.
Inevitabile soprattutto quando ogni giorno, inesorabilmente, una persona ti viene ricordata: perchè passi proprio davanti a quella fermata della metro, perchè cavoli, devi proprio andare all'INPS o dalla commercialista, ed entrambi sono proprio lì, dove abita lei (o almeno, dove dovrebbe abitare se non si è trasferita), perchè in un modo o nell'altro ci sono troppi ricordi che non riesci a cancellare.
E' una delle persone con cui sono in debito, in grosso debito, e midispiace che abbia deciso di cancellarmi dalla sua vita. Io invece, per la prima (ed unica) volta nella mia vita, non l'ho cancellata, non ho buttato in un cestino (reale o virtuale) le cose che me la ricordano, neanche il vaso in cui le piante non riescono a sopravvivere (ma è molto originale),o la statuetta di terracotta del nostro primo incontro.
Sia chiaro, so bene che appartiene al passato, ma certi ricordi me li tengo stretti.

martedì 22 novembre 2011

Cronache di ordinaria follia

Tre giovani stuprano una ragazza di 16 anni ma cascano male, vengono identificati, denunciati e condannati ad otto anni  e sei mesi di prigione (io li avrei condannati a ad otto anni e sei mesi  di lavori forzati controllati da guardie donne, ma tale pena non e prevista dall'attuale ordinamento), e i loro familiari scatenano l'inferno nell'aula di tribunale, dimostrando che la violenza dei ragazzi viene da lontano e tentano di malmenare i giudici.

Risultato: mobili distrutti, una volante dei carabinieri danneggiata e sei militari che devono far ricorso alle cure mediche. Dei suddetti familiari, ben 20 sono stati arrestati ed incriminati per minaccia a corpo giudiziario, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

Per la cronaca, dei 20 arrestati 12 sono uomini ed 8 donne, chi l'ha detto che la violenza è solo maschile?

Non c'è niente da ridere

Ho una certa età, due figli grandi ed uno piccolo, una moglie (anzi ex-moglie) ed una compagna (anzi ... ormai quasi più amica che compagna, vista la scarsa intimità sessuale), ho un lavoro che da un po' mi dà gratificazioni zero (ma me lo tengo stretto perchè è pur sempre un lavoro,e di questi tempi), poco tempo libero e una cicatrice sulla pancia frutto di una prostatectomia radicale (colpa di un Glason 8 (4+4) che era pronto a distruggermi).

Insomma, non c'è niente da ridere. Io ci provo, comunque, a ridere un pò, ma con cautela!