mercoledì 23 novembre 2011

Le cinque rose di Jennifer

Da tempo non guardo più la televisione, ed ultimamente anche il cinema mi attira sempre meno. Allora meglio uno spettacolo teatrale come questo.

La storia di un travestito che vive in un infimo quartiere di Napoli, un "femminiello" secondo la terminologia napoletana, e della sua drammatica solitudine. Storia che si sviluppa su vari binari,  in cui si giunge al grottesco senza mai scadere nel ridicolo.  Guardandola, seguendo con attenzione il crescendo di tensione si apure intercalato da momenti più leggeri (leggeri ma non comici, anche se c'era chi rideva, tra il pubblico, senza cogliere il dramma che c'era diero a quella finta comicità), mi è venuto da pensare a quanto terribile possa essere la solitudine assoluta, l'esclusione dal mondo, la condanna a non poter vivere sentimenti che dovrebbero essere "normali". Di fronte a certi messaggi, la nostra solitudine, costruita ed a volte (seppur inconsciamente) voluta, perde di spessore e di significato. Se non fosse che è la nostra, e non quella degli altri.

4 commenti:

  1. nemmeno io guardo la TV, da un sacco di tempo. conservo invece l'interesse per il cinema, anche se fatico a trovare qualcosa che mi piaccia veramente tra le pellicole che arrivano nelle nostre sale, mi tocca ripiegare sul passato o su internet. il teatro mi piace, purtroppo dalle mie parti non ne arriva molto. il discorso che fai sulla solitudine io lo estendo alla sofferenza, perchè queste cose hanno sempre una doppia valenza, oggettiva e soggettiva, e se da un lato è ovvio che certe solitudini e certe sofferenze sono causate da cause più gravi di altre, dall'altro credo sia giusto dare uguale peso al dolore soggettivo che le persone provano. non so se sono riuscita a spiegarmi bene, sono ancora un po' addormentata!

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  2. @Guchi: a me piacerebbe andare al cinema, ma in giro c'è veramente poco di dignitoso. Proprio nei giorni scorso stavo facendo due conti: quest'anno sono andato al cinema 4 volte, e l'unica volta che sono uscito soddisfatto è stata in occasione di una proiezione straordinaria della versione restaurata di Frankestein Junior! Poi certo, ogni tanto qualche film in TV lo guardo, e poche altre cose.
    Per fortuna Roma (ma tu di dove sei?) in fatto di offerta teatrale ne ha anche troppa, e sapendosi muovere con accortezza, anche a prezzi poco superiori di quelli di un cinema.

    Sulla solitudine (ma anche sulla sofferenza), quello che volevo dire è che a volte noi facciamo un dramma per situazioni che viviamo male, ma che oggettivamente sono molto meno gravi di altre. E che essere consapevoli di ciò può farci superare meglio certe avversità!

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  3. abito in provincia di Ravenna, non si può dire che in queste lande fiocchino le attività culturali!

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  4. Bè, in effetti temo di no. Però avete vicino Mirabilandia :-)!

    Scherzi a parte, penso che Ravenna (che bella città!) qualcosa la offra, danche se meno di Roma senza dubbio. Avevo una amica che abitava da quelle parti ma l'ho purtroppo persa di vista (in realtà l'ho volutamente persa di vista, ma questa è un'altra storia)

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