mercoledì 23 novembre 2011

Ius soli vs ius sanguinis

In italia, si sa, vige lo ius sanguinis, ovvero si è italiani solo se figli di  italiani. Quindi i figli di emigranti, i cosiddetti immigrati di seconda generazione, pur se nati e ecresciuti in italia, non sono italiani e non hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri dei loro coetanei.

La Lega ovviamente reagisce violentemente alla sola idea di cambiare la legge, e di inquinare la italianità.

Io credo che se una persona nasce in Italia, e qui studia, parla italiano come (e spesso meglio di) un italiano, non c'è nessun dubbio che, se vuole, debba poter scegliere di diventare italiano. Se proprio si vuole mettere una qualche barriera,  bè si può legare la concessione della cittadinanza alla maggiore età: un ragazzo nato in Italia, cresciuto in Italia, residente in Italia, a partire  dal compimento dei 18 anni, dovrebbe avere la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana, e di ottenerla a meno di casi molto particolari (certo avrei dei dubbi se a 18 anni il ragazzo in questione avesse già alle spalle denunce e condanne per danni alle cose o alle persone, ecc.)

3 commenti:

  1. E fai bene. Anch'io ho ricordi che non darei via per niente al mondo. Grazie di essere passato da me.
    Dotty (www.dorothyparker.ilcannocchiale.it)

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  2. sono perfettamente d'accordo con te riguardo a quanto dici. ho letto diverse testimonianze di ragazzi nati in Italia che si sentono italiani al 100%, ma che subiscono quella che di fatto si può ben definire discriminazione. ricordo poi benissimo un bimbo marocchino che stava a scuola insieme al mio maggiore, e che si arrabbiava moltissimo quando usciva fuori il discorso: "io sono italiano!" gridava sempre. giovane, ma già con le idee chiare ^__^

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  3. @Dotty: immagino il tuo commento fosse riferito al precedente post. Io in passato avevo sempr eusato la tecnica della Damnatio Memoriae, ma in questo caso no, e dopo anni non ne sono affatto pentito

    @Guchi: io non capisco la Lega, ma almeno non sono l'unico

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