lunedì 28 novembre 2011

Il sogno di Ipazia

E casualmente (o forse no), proprio dopo aver citato Ipazia in un post precedente, sono stato a vedere questo monologo.

Lo spettacolo racconta l'ultimo giorno di Ipazia, dal suo risveglio al mattino, seguito dall'uscita di casa per recarsi alla sua scuola, sino all'aggressione e alla morte.

Che dire ... non mi è piaciuto! In un monologo, più che in altre forme di spettacolo, la "pèrformance" dell'attore (dell'attrice nello specifico) è essenziale, al di là di un buon testo di base; è chi declama che deve saper tenere alta l'attenzione dello spettatore. In questo caso l'attrice, Francesca Bianco, non è stata all'altezza, la sua recitazione non ha trasmesso emozione, la sua voce non era quella di Ipazia. Quello che veniva fuori non era il personaggio capace di tener testa ai maggiori filosofi e scienziati del tempo, che aveva lottato per conservare preziosi libri di scienza, una donna che aveva dato tutta se stessa alla "ragione", una donna forte e decisa. Sia chiaro, non sto qui mettendo in dubbio le capacità artistiche dell'attrice, non ne ho i mezzi, ma sto solo espriemndo la convinzione che era "inadatta" a quello specifico ruolo. In definitiva spettacolo da dimenticare, del quale salvo solo l'introduzione dello stesso (che ho trovato nel volantino che lo pubblicizzava) che riporto integralmente (e che trovate anche  nel sito ufficiale dello spettacolo http:\\www.ipazia.biz ):

"Immaginate un tempo quando il più importante matematico e astronomo vive nte era una donna.
Immaginate che abbia vissuto in una città così turbolenta e problematica come sono oggi Beirut o Baghdad.
Immaginate che questa donna abbia raggiunto la fama non solo nel suo campo, ma anche come filosofo e pensatore religioso, capace di attrarre un largo numero di seguaci.
Immaginatela come una vergine martire ma non per la sua Cristianità, ma da parte dei Cristiani perché non era una di loro.
E immaginate che il colpevole della sua morte sia stato accolto tra i santi più onorati e significativi della Cristianità.
Non avremmo dovuto sentirne parlare?
La sua vita non avrebbe dovuto essere nota a tutti?
Avrebbe dovuto essere così, ma così non è stato.” 

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