mercoledì 30 novembre 2011

Cucina

Fino a poco tempo fa per me la cucina era qualcosa di estraneo e sconosciuto. Ricordo ancora quando (era un'altra vita) una paziente vicina, di fronte al mio sguardo sperduto di papà che sapeva al massimo preparare un piatto di pasta in bianco ai suoi figli (e dopo una settimana di pasta in bianco loro cominciavano ad averne abbastanza), mi spiegò che per fare un sugo al pomodoro bastava prendere un pò di olio, metterlo in una pentola con il contenuto di una bottiglia di passata di pomodoro Valfrutta, aggiungere un pò di sale e, volendo, uno spicchio d'aglio, e far cuocere per 20 minuti.

Poi ad un certo punto la svolta, ho preso il coraggio a due mani e, facendo di necessità virtù, mi sono iscritto ad un corso di cucina per principianti. Ha funzionato. Ora non è che io sia diventato un bravo cuoco, ma almeno i fornelli non mi spaventano più, anche se sono di una lentezza (io veramente la chiamo flemmaticità) spaventosa, per cui invitare qualcuno a cena mi impegna a lungo. Anche perchè, fiero delle mie acquisite capacità, non accetto di cucinare cose banali ma devo cercare ogni volta di stupire. Ma non chiedetemi quali sono i risultati ...! (Però, giuro, non ho mai avvelenato nessuno)

2 commenti:

  1. Ora vogliamo la testimonianza di chi ha mangiato da te, e non dire che non si può altrimenti metteremo in dubbio l'ultima frase del post :) ehehehehehe

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  2. @Maraptica: Difficile avere testimonianze, in genere i miei ospiti sono coetanei poco avvezzi al PC, ma volendo, e ovviamente dietro congruo compenso, posso offrirmi come cuoco a domicilio!

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