martedì 21 ottobre 2014

Relazioni

Prendo spunto da uno scambio di opinioni avvenuto giorni fa su Fb, per affrontare il tema delle relazioni e fare il mio (ennesimo) coming out. Tutto nasce da una immagine che un paio di miei contatti hanno condiviso e che riporto qui sotto


Ora, io capisco il senso del messaggio: ma come, risvegli in me determinati sentimenti, e poi mi dici "guarda che io non sono disponibile"? Però ...

1)  Lo stesso discorso si può applicare anche alle donne

2) La affermazione può essere condivisibile solo se uno volontariamente va a toccare certi punti con l'obiettivo di risvegliare dei sentimenti pur non volendoli ricambiare

3) Certe cose semplicemente ... capitano

E allora direi,piuttosto che, partendo da una assunzione di buona fede, se una (o uno, perchè appunto il discorso vale per tutti) si sente particolarmente esposta e fragile,  è bene che non frequenti nessuno. Perchè certi sentimenti possono essere risvegliati da uno sguardo, da una parola, da un  gesto, senza che lui ne abbia nessuna intenzione. Ed a questo punto faccio coming out: a me è capitato (in tempi lontani) di risvegliare l'amore in una donna che non avevo intenzione di amare (ma amare è una intenzione? megliod ire: che non amavo),così' come a me è capitato di amare una donna che invece,pur stando bene con me,  non aveva nessuna intenzione di amarmi.

In questi casi solo due scelte sono possibili (ma non vi dirò mica quella che ho fatto io): vivere comunque un rapporto sbilanciato, ben sapendo che l'amore non sarà mai corrisposto e "accontentandosi"  di quel po' di affetto che si può ricevere in cambio (ammesso che se ne possa ricevere) o , con rimpianto, voltare pagina e guardare avanti

lunedì 13 ottobre 2014

Considerazioni

Più di una settimana di silenzio  dall'ultimo post, e non perchè cose da raccontare non ne abbia avuto. Quello che mi manca, attualmente,è il tempo.Poi forse è scemata un po' anche la voglia, così la priorità del blog è diminuita.

In effetti Old comincia a starmi un po' stretto, con tutti i suoli limiti. E così ne infrango uno, quello di parlare sempre e solo di me cercando di oscurare le persone che mi sono vicine (quelle che invece mi accompagnano in molte delle cose che racconto, o me le ispirano). Venerdì scorso è finito un bel percorso, e come spesso accade (per fortuna) nella vita, la fine di un percorso è un punto di arrivo,ma anche quello di partenza per un nuovo percorso. E non posso che essere felice per aver assistito a quel momento e di esserne stato, sia pur  in minima parte, artefice io stesso avendo dato una mano quando ce ne è stato bisogno.  (E se pensate che sia stato criptico ... bè, è vero, sempre Old rimango!)

mercoledì 1 ottobre 2014

I miei errori necessari

Avevo 17 anni quando, nella 4 C (la mia classe) del liceo scientifico Einstein, arrivò Claudia. Non appena la vidi, il primo giorno di scuola, ne rimasi completamente folgorato: lunghi capelli castani, occhi verdi, un viso angelico, un sorriso capace di illuminare la più tetra giornata autunnale. Milanese, appena trasferitasi al seguito del padre, ufficiale dell’esercito, Claudia si dimostrò subito un passo avanti rispetto a noi nello studio, primeggiando in tutte le materie senza per questo generare nessuna invidia tra i nuovi compagni, ma solo ammirazione.

Avevo 17 anni e, assolutamente imbranato con le ragazze, non sapevo come fare per cercare di farmi notare da lei, e magari diventare suo amico, anzi qualcosa di più di un amico. Anche perché non ero il solo. Praticamente tutti i ragazzi della classe, ed anche alcuni delle altre quarte e quinte, facevano a gara per mettersi in mostra e suscitare in lei un qualche interesse, ma senza riuscire ad andare oltre una conoscenza superficiale.

Così all’improvviso cominciai ad andar emale in matematica, materia in cui me l’ero sempre cavata decentemente. Commettevo errori grossolani ad ogni esercitazione in classe, ed anche al primo compito in classe, sforzandomi di dimenticare anche le regole più elementari e che conoscevo bene. Il professore di matematica organizzava spesso gruppi di lavoro in classe, mettendo insieme alunni di diverso profitto nella speranza che i migliori agissero da stimolo per i meno bravi, e così andò a finire che sempre più spesso io venni assegnato al gruppo della più brava, cioè Claudia. E quelle ore passate fianco a fianco con lei per me erano così belle che mi veniva ancor più facile distrarmi e sbagliare, in modo che Claudia dedicasse a me, più che ad altri, le sue attenzioni.

Ma anche così, non riuscivo a fare nessun passo concreto nella direzione che mi ero prefisso, non riuscivo ad aprire nessuno spiraglio verso il suo cuore, non stavo ottenendo niente se non un’altra materia da riparare a settembre.

Infine, presi il coraggio a due mani, ed una sera, su un intonso foglio protocollo, comincia a scrivere quello che sentivo, i miei sentimenti, le mie paure, le mie speranze, i miei desideri e del mio innamoramento per Claudia. Scrissi pensieri che forse neanche sapevo bene di avere dentro di me, mettendomi completamente a nudo come mai avrei pensato di riuscire a fare. Infilai il foglio nel libro di matematica ed il giorno dopo, alla fine della ennesima esercitazione, presi "distrattamente" il libro di Claudia e le lasciai il mio. Poi andai a casa.

Quando tornai a scuola, la mattina dopo, Claudia mi venne incontro e, con aria indifferente mi disse che ci eravamo scambiati i libri, mi restituì il mio e riprese il suo, poi andò tranquillamente al suo posto senza aggiungere altro. Io sfogliai febbrilmente il mio libro, ma quel foglio non c’era più. Le ore di scuola quel giorno furono lunghissime, e Claudia si comportò come se niente fosse. Quando finalmente suonò l’ultima campanella, e mi stavo avviando mogiamente verso casa, consapevole che il mio tentativo era miseramente fallito, mi sentii chiamare. Era Claudia che veniva nella mia direzione:

“Posso accompagnarti per un po’?”  mi chiese

“Certo!”  Risposi io, preoccupato e speranzoso allo stesso tempo

Camminammo in silenzio per un cinque minuti, poi lei mi guardò, mi sorrise, tirò fuori dalla borsa un foglio di carta ripiegato e mi disse

“Ho trovato questo nel tuo libro. Non avrei dovuto leggerlo, credo, ma la curiosità è stata più forte”

Io arrossi e non riuscii a dire niente. Lei continuò a parlare, e ancora dopo 30 anni, continua a parlarmi, ed io ad ascoltarla come quel giorno

martedì 30 settembre 2014

Difetti di vista

Quei pochi che hanno avuto la (s)ventura di conoscermi, sanno che sono una persona normale, di una certa età, con pochi capelli, insomma, un classico XXantenne.

Ora, se una donna mi dice (come è capitato tempo fa) che mi trova sexy, addirittura bello, ed aggiunge altri complimenti di questo tipo, i casi sono tre:

A) mi sta prendendo in giro (e non mi sembrava)
B) ha fumato o sniffato qualcosa di veramente buono (e allora mi dovrebbe almeno dire cosa, che può sempre essere utile)
C) ha bisogno di un oculista, ma uno veramente in gamba!

Io propenderei per la ipotesi C), e voi?

venerdì 26 settembre 2014

Lasse Braun

E' un signore di quasi 80 anni, ben portati, figlio di un diplomatico italiano (secondo Wikipedia il suo vero nome è Alberto Ferro) che ho conosciuto tempo fa ad una presentazione della sua autobiografia. Il suo nome non dirà assolutamente niente, ma è stato a lungo noto, in certi ambienti,come il Re del Porno, molto attivo tra gli anni '60 e '70 in quel campo come regista, sceneggiatore e, se capitava, anche attore.

A leggere la sua autobiografia si viene trasportati in una epoca neppure tanto lontana ma di cui io avevo solo letto vaghe testimonianze, pur facendo la tara alle parti più autocelebrative. Personaggio poliedrico, ebbe il suo momento di massima notorietà quando un suo film, French Blue, venne presentato al Festival di Cannes nel 1974, con grande scandalo.


Non vi invito a cercare i suoi capolavori (anche se io ne ho visto alcuni spezzoni e devo ammettere che alcuni erano, nel loro genere, geniali e divertenti), tra l'altro credo siano difficile da reperire (e poi non vorrei incentivare le tendenze voyeristiche dei miei lettori), ma se siete curiosi potete vedere qui sotto il cartone animato che accompagnava i titoli di testa proprio di French Blue. Buona (eventuale) visione. N.B. la visione è per soli adulti, poi non dite che non vi avevo avvisato!




mercoledì 24 settembre 2014

E' successo

... e ci sono rimasto veramente male. Ho perso il controllo di me stesso. Tempo fa avevo scritto che io sono sempre razionale, anche quando decido, razionalmente, di avere comportamenti irrazionali. Analogamente, mi picco di avere sempre il controllo di me stesso, e di lasciarmi andare (ovvero perdere il controllo) solo se decido di farlo.

Ed invece l'altro giorno, e non ero neppure da solo, ho perso totalmente il controllo di me stesso. Certo, poi per fortuna sono riuscito a rimediare, ma resta il fatto che si è aperta una crepa nella mia sicurezza, sarà l'età?

martedì 23 settembre 2014

Riletture

A voi capita mai di riprendere in mano un libro, dopo tanto tempo, per rileggerlo, o rileggere un brano che vi è particolarmente piaciuto? 

A me si, ed è incredibile come a volte (ma purtroppo solo a volte) quel libro o quel brano sappiano darci esattamente le stesse sensazioni. altre volte invece il tutto ci rimane estraneo, come se il libro non fosse più lo stesso. Mentre in realtà siamo noi che siamo cambiati, a volte anche troppo!