giovedì 17 aprile 2014

Cinema

Ricordo che una volta sono andato al cinema in compagnia, in buona compagnia e, lo ammetto, nel buio della sala, nei momenti di stanchezza del film, ci siamo scambiati qualche abbraccio affettuoso. O almeno ci abbiamo provato, perchè le poltrone avvolgenti, i braccioli alti e rigidi, hanno rappresentato un ostacolo insormontabile per chi, come me, non è agile e snodato come un contorsionista.

Uscendo dalla sala, tra il serio ed il faceto, abbiamo commentato che ci sarebbero voluti dei posti "doppi", oppure dei braccioli a scomparsa, in modo da poter, alla bisogna, eliminare le barriere che si frappongono tra i corpi di due persone vicine.

Tempo dopo, tornando al cinema con la stessa compagnia, entriamo in una delle salette con il film che sta per iniziare e le luci già spente. Per comodità ci dirigiamo verso la fila di fondo (la sala era veramente molto piccola) e una volta seduti, sorpresa, ci rendiamo conto che in effetti non ci sono, in  quella fila, i sedili singoli, ma dei comodissimi sedili doppi, da cui si può godere di un bel film stando tranquillamente abbracciati. Cosa che abbiamo in effetti fatto e che ha reso ancor più gradevole il film!


Da allora, ho sempre cercato di andare sempre e solo a vedere film proiettati in quella specifica sala di quel particolare cinema. E peccato che non siano previsti abbonamenti ...  :-)

mercoledì 16 aprile 2014

Preveggenza

Lei: mmm, mi dispiace solo che non ho sottomano una certa cosa, altrimenti ti farei vedere io
Lui (con aria un po' saputella): non è vero, se vuoi ce l'hai, è nella mia borsa
Lei (con sguardo piacevolmente sorpreso e afferrando la borsa): davvero lo hai portato? Allora aspetta ...
Lui (osservandola con ammirazione): ecco, lo sapevo, non vedevi l'ora, meno male che io sono previdente
Lei (con un sorrisetto un po' sadico): aspetta a sorridere, tu  ...

martedì 15 aprile 2014

Pubblicità

Si avvicinano le elezioni europee e si cominciano a vedere per strada i manifesti di varie forze politiche. L'altro giorno, visto  che finalmente camminavo senza fretta ed avevo il tempo di leggerli, ho fatto la seguente considerazione: esiste per ogni partito uno zoccolo duro che ha già deciso che  lo voterà  prescindere, e quindi non verrà influenzato dai manifesti. Questi dovrebbero invece cercare di convincere gli indecisi, quelli che ancora non sanno chi votare o addirittura se andare a votare. Inoltre, anche tra gli incerti, c'è una fascia di persone che si informa, legge i giornali, guarda la TV, e per la  quale non sarà certo un manifesto a fare la differenza.

Quindi i manifesti elettorali, a mio avviso, servono soprattutto a colpire chi non solo è indeciso, ma non ha tempo (o voglia) di informarsi in maniera approfondita, e che deciderà sull'onda di pochi messaggi, che devono quindi essere chiari, semplici e diretti.

Come  quello del manifesto di Forza Italia 


Qui il messaggio è chiarissimo: se mi voti il mio obiettivo sarà di avere meno ingerenze dell'europa negli affari italiani e far contare di più l'italia in europa.

Ugualmente diretto il messaggio del M5S


Votami e mi batterò in europa per dare più forza all'Italia, e se vuoi saperne di più vatti a guardare i 7 punti del mio programma.

Qualcuno più intelligente di me, invece, sa spiegarmi i messaggi del PD? Perchè francamente io, che pure ho un minimo di cultura, proprio non li ho capiti. Cosa c'entra con l'europa la banda larga in italia? Europa che ci ha già bacchettato sottolineando, in un recente rapporto, che siamo buoni ultimi? O forse vuole dire che se votiamo il PD in europa il Governo Renzi (che con il parlamento europeo non ha niente a che vedere) svilupperà la banda larga ... come ha già promesso, d'altronde, imitando i precedenti governi.


Oppure che c'entra la voglia di Chiara di vivere in Italia? Per caso vogliamo chiedere all'europa di peggiorare lo stile di vita delle altre nazioni per renderlo meno appetibile invece di dare maggiori prospettive in italia ai nostri giovani? Ancora un volta un problema italiano che non troverà certo una soluzione in europa.


Insomma, ancora una volta a me sembra che i creativi del PD siano tanto creativi e narcisi ma poco pratici, e chi ha autorizzato questi manifesti viva in un mondo tutto suo, completamente avulso dalla vita reale. E questo è il PD ed io dovrei votarlo ... ?

lunedì 14 aprile 2014

venerdì 11 aprile 2014

Regali

Mi capita raramente di ricevere regali  e la cosa, quando capita, mi mette spesso in difficoltà. Perchè cerco sempre di dare una motivazione ad un regalo: un semplice pensiero, un modo di sdebitarsi da una qualche attenzione ricevuta, un gesto che si vive (chissà perchè) come un obbligo. Per questo preferisco ricevere regali non costosi, da alcune (poche) persone il regalo che desidero di più è un sorriso e magari un abbraccio (sul valore di un abbraccio sincero dovrei farci un post ... o forse l'ho già fatto tanto tempo fa), ma anche un segnalibro, una cartolina, una qualunque "sciocchezza" ha per me un valore enorme. 

A volte però ci sono regali che mi lasciano perplesso, perchè non riesco a capire il ragionamento che ha portato la persona a scegliere proprio quello, e uno non può certo chiedere: "scusa, perchè mi hai regalato prorpio questa cosa"?


Insomma, a caval donato non si guarda in bocca, ma secondo voi il regalo che vedete in foto nasconde qualche messaggio subliminale?  

giovedì 10 aprile 2014

Storie di ordinaria disperazione

Le cronache romane ieri riportavano la storia del pensionato che ha ucciso il figlio disabile e la moglie e poi si è costituito. Non è la prima volta che leggo una notizia simile, spesso accompagnata da affermazioni quali "momento di follia" o "momento di incoscienza", raramente si punta il dito sulla assenza assoluta dello stato (qui volutamente in minuscolo).

E mi chiedo, consapevole di non essere in grado di capirlo appieno, cosa vuol dire prendersi cura di un disabile in una società come la nostra in cui il disabile fa paura, in cui l'handicap è una questione privata da cui si rifugge. Qual è lo sforzo che una famiglia deve sopportare per garantire una vita dignitosa a chi non può gestirsela da solo, sforzo che diventa sempre più pesante con il passare degli anni, quando si invecchia  e sopraggiungono gli acciacchi personali o del coniuge. Acciacchi che si sommano ai problemi del familiare non autosufficiente, magari un figlio, per il quale non si vedono soluzioni per il futuro. Quale deve essere la disperazione di un padre che vede nella morte del figlio l'unico modo per prendersi cura di lui.

Di fronte a simili tragedia, che non sono personali ma appartengono a tutti noi, così come fa lo stato, volgiamo gli occhi da un'altra parte e bolliamo l'evento come una "terribile tragedia", senza chiederci se qualcosa poteva essere fatto, o se qualcosa può ancora essere fatto per evitare che simili eventi non si ripetano.

mercoledì 9 aprile 2014

L'evoluzione di un rapporto

Mi capita (ma credo capiti a tutti)  abbastanza spesso di incontrare persone, in ambito lavorativo o in ambito personale. La maggior parte di queste persone non mi suscita particolari sensazioni, ed i rapporti che stabilisco con loro si fermano sulla reciproca superficialità, cortesi ma distaccati. 

A volte però capita di venire in contatto con una persona e pensare: "questa mi piacerebbe conoscerla meglio", di subire una specie di innamoramento (che ovviamente non ha necessariamente una accezione sensuale o sessuale), di sentire che con quella persona si sta bene, che si vorrebbe conoscerla e farsi conoscere meglio. Il problema si pone quando questo "sentire" non è reciproco, quando l'altra persona non mostra un  (più o meno) pari innamoramento e conserva un atteggiamento cortese ma distaccato (che è quello che tengo io con i più, come ho già detto).

Che fare, in quel caso?  Temo niente, perchè l'interesse o c'è o non c'è, e non si può creare surrettiziamente, casomai adottando atteggiamenti  costruiti, artefatti, al solo scopo di attrarre l'altro. Rimane però il rimpianto per un arricchimento che poteva esserci ed invece non c'è, o che probabilmente era solo nella nostra mente e non in quella dell'altra persona. Che spesso può addirittura essere "spaventata" dal nostro interesse, temendo chissà quali intenzioni nascoste ci siano dietro ad esso. Questione anche di fiducia, ma la fiducia è una cosa rischiosa, rischiosissima. O no?